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di Sergio Gambitt20

 

 

Come ogni mattina, la radiosveglia di John Rifle si accende alle 7 in punto. Come ogni mattina, il telecronista lo sveglia con il resoconto dei furti, scippi od omicidi della serata precedente. Come ogni mattina, John si alza dal letto e va in bagno. Una doccia veloce e una energica strigliata ai denti dopo approda in cucina per trovare le solite uova con pancetta, un tempo preparate con amore, ma oggi sbattute con indifferenza –quasi fastidio- sul piatto dalla sua trentaquattrenne moglie frustrata. Come ogni mattina, John finisce la colazione in tempo record, le dà un veloce bacio sulla guancia ed esce dalla porta di casa. Scende i 24 gradini (li conta mentalmente ogni volta) che lo separano dall’aria aperta e alle 7 e 34 in punto, con variazioni di massimo un minuto dovute al fatto che il portiere si sia più o meno ricordato di legare il cane la sera precedente, scende in strada. Come ogni mattina raggiunge l’edicola all’angolo, e come ogni mattina l’edicolante fa il solito commento su quanto sia diventata invivibile la città di questi tempi. Vent’anni che lavora qui, pensa John fingendo interesse per le sue parole e contemporaneamente cercando nel portamonete il mezzo dollaro per il quotidiano, e vent’anni che ripete la stessa cosa. Come ogni mattina si congeda con finto dispiacere dall’uomo e si allontana aprendo le prime pagine del giornale. Anche stamattina, la cronaca nera gli farà compagnia nei dieci minuti che impiega a giungere al posto di lavoro. Giunto esattamente a pagina 5 all’incrocio tra la sesta e la quindicesima strada, il suo occhio viene catturato da un angolo di cartoncino colorato che fa capolino tra pagina 24 e pagina 25. Quasi per un riflesso condizionato apre il giornale alle pagine in questione e tira fuori l’opuscolo colorato. Il titolo recita:

 

 

 

LA FORZA DEL DOMANI

 

“Uh?” si lascia scappare John, il suo centro di smistamento cerebrale leggermente incuriosito. Impulsi nervosi partono dal cervello e raggiungono gli occhi. L’ordine è: continuare a leggere.

 

-Sono tornati. Sei titani, sei eroi, sei combattenti di cosmica potenza hanno deciso di riunirsi ancora una volta per difendere la Terra dai pericoli che la minacciano. Spinti a questa decisione dagli ultimi, drammatici eventi i sei paladini della pace intergalattica hanno fatto un giuramento: mai più. E, come i loro valorosi cugini della costa Est, hanno stabilito il proprio quartiere generale nella città di Los Angeles, in modo tale da riuscire a monitorare tutto l’Ovest statunitense, da troppo tempo privo di una difesa meta-umana. Grazie all’appoggio del governo stesso degli Stati Uniti, questo nuovo gruppo di eroi ammirati e rispettati in ogni parte del cosmo ha adesso accesso alle più moderne tecnologie e ad una rete di informazioni che non ha eguali nel mondo, in modo tale da anticipare ogni nuova minaccia e debellarla prima che riesca a manifestarsi. I nuovi WCA saranno una forza senza eguali nella storia. Ognuno di loro si distingue per caratteristiche fisiche e poteri, ognuno di loro ha passato una durissima selezione prima di essere scelto a far parte del gruppo, ognuno di loro è stato allenato dalle personalità più affermate della comunità supereroistica, eroi del calibro di Capitan America. Ma andiamo a conoscerli meglio:

 

GIANT MAN: Henry “Hank” Pym è un biologo di fama mondiale. Le sue scoperte degli ultimi anni hanno permesso giganteschi passi avanti nel campo delle biotecnologie e della robotica. E gigantesco è il termine esatto, visti i risultati a cui è pervenuto nella sperimentazione. Grazie ad esperimenti su se stesso sulle in seguito ribattezzate particelle Pym, infatti, lo scienziato ha ottenuto il potere di modificare le proprie dimensioni, rimpicciolendo fino a quelle di un insetto come Ant Man, o aumentandole fino a quelle di un gigante come Giant Man. Con questi pseudonimi ha combattuto a lungo la sua lotta personale contro il male, talvolta aiutato da altri valenti eroi come la sua ex moglie Wasp, Iron Man e Thor, assieme ai quali ha creato lo storico supergruppo dei Vendicatori di cui è stato colonna portante per diversi anni. Ed è grazie all’esperienza pluriennale acquisita in questo campo e ai riconoscimenti come scienziato e stratega che è stato scelto per guidare i nuovi WCA. Sotto la guida di un uomo di tale statura, il gruppo non potrà fare altro che compiere grandi imprese.

 

“Vendicatori della Costa Ovest uni… Ehi dove andate?!”

La situazione: da un lato una miriade di soldati e androidi dell’AIM armati di tutto punto e in procinto di scatenare tutto il loro arsenale bellico, dall’altro sei, anzi no cinque eroi partiti di gran lena per ripulire la neo scoperta base da tutta quella feccia criminale. Più indietro un sesto, vestito con un costume rosso attillato con tanto di palla nera nel petto e casco metallico, che sta sbraitando agli altri.

“Ehi voi! Dovevate aspettare il mio ordine!!”

“Scusa Hank caro,” risponde una muscolosissima donna dai capelli e dalla carnagione verde mentre con un pugno sta sbalzando all’indietro un carro armato iper tecnologico “ma se aspettiamo che tu finisca l’urlo di battaglia qui facciamo notte, e come vedi non c’è assolutamente tempo da perdere. Quindi perché non tieni fede al tuo nome e cominci a picchiare duro anche tu?!”

“Ok ok!” esclama Henry “Hank” Pym, alias Giant Man, cominciando a crescere in dimensioni fino a raggiungere il soffitto “Donne…” sbuffa distrattamente mentre si muove contro i soldati dell’AIM.

SPLATCH!

Giant Man si ferma di botto, occhi spalancati sotto la maschera e un terribile dubbio che gli ronza per la testa. Temendo di verificare ciò che pensa sia accaduto alza lentamente uno stivale e vi guarda sotto con cautela. Un soldato dell’AIM, con tanto di fucile a tracolla, è incastrato tra le pieghe della suola dello stivale, tentennando scompostamente per l’impatto appena subito.

Almeno è ancora vivo… , pensa Giant Man, mentre scrolla il piede per farlo cadere a terra. Niente da fare… è incastrato. Henry Pym si guarda attorno alla ricerca di qualcosa che possa fare al caso suo, quindi si cala su un carro armato e ne stacca con facilità la canna. Poi facendo attenzione a non fare ancora più male al soldato comincia a smuoverlo in modo tale da staccarlo dalla suola. Quando finalmente cade a terra, Hank tira un sospiro di sollievo. Si guarda intorno. Sono tutti impegnati nella lotta, per fortuna non si sono accorti di niente. Striscia il suo stivale un paio di volte per terra, poi si butta nella mischia fischiettando distrattamente.

 

She HULK: la californiana Jennifer Walters, figlia del pluridecorato sceriffo della Contea di Los Angeles Morris Walters, si è distinta fin da giovane per i suoi brillanti risultati scolastici. Laureata a pieni voti in Legge è presto diventata un’avvocatessa di successo nella città di Los Angeles. Questo finché la sua strada non incrociò il cugino Bruce Banner, tristemente conosciuto come Hulk, il quale nel tentativo di salvarla da morte certa le fece una trasfusione col proprio sangue contaminato dai raggi Gamma. Ma mentre tali raggi avevano trasformato il cugino in un pericolo nazionale, su Jennifer ebbero un effetto quasi opposto. La sua corporatura e i suoi muscoli crebbero a livelli superumani, la sua chioma e la sua cute si colorarono di un intenso verde e sviluppò una forte invulnerabilità. Allora nacque l’invincibile eroina chiamata She Hulk. Mentre come Jennifer Walters combatte giornalmente la sua lotta contro il crimine nelle aule dei tribunali, come She Hulk vi lotta in prima linea, spesso accanto ad eroi del calibro dei Vendicatori e dei Fantastici Quattro. Questi, oltre alla grande responsabilità sempre dimostrata, i motivi che la rendono un ottimo comandate in secondo grado.

 

“PRENDI QUESTO, INSETTO!”

Se prima il mandroide si trovava in prossimità di She Hulk, adesso è al capo opposto della sala, semi conficcato nel muro e con il pilota che si sta ancora chiedendo se ha preso la targa del Tir che lo ha investito.

“Nessun altro vuole farsi sotto?!” urla in segno di sfida Jennifer ai soldati dell’AIM che le stanno davanti. Nella stanza, nonostante il caos del combattimento, risuonano pesanti i passi di un gigantesco robot, alto almeno il triplo della ragazza e armato come una portaerei, che le si ferma proprio davanti.

“Bene…” dice lei sorridendo “Questo sarà divertente!”

Il robot alza un braccio e le spara un missile contro, ma Jennifer è più veloce e saltando in avanti lo scansa facilmente. Rotolando nell’aria si protegge dai colpi a concussione delle armi AIM, quel tanto che basta da raggiungere il robot e piazzargli un calcio proprio all’altezza del plesso solare. L’automa barcolla per pochi istanti, poi ritrova l’equilibrio e scaglia un pugno contro di lei, che lo blocca a mezz’aria. I due rimangono per qualche secondo in questa posizione, lo sforzo reciproco è massacrante, finché con le ultime energie rimasta Jennifer urla e pianta le proprie dita all’interno della lamiera che riveste il robot. Quindi indietreggia tutta in una volta e dà un violento strattone al braccio dell’automa, che ruotando su di lei vola nell’aria fino a colpire la parete lì vicino. L’impatto la sfonda completamente, mettendo fine alla minaccia del robot. Contemporaneamente però il muro comincia a riempirsi di crepe, che vanno sempre più su verso il soffitto.

“Uh oh…” dice Jennifer.

C’era una colonna portante, lì.

Il soffitto crolla addosso all’eroina verde, seppellendola totalmente. Passa un minuto, poi due. Qualcuno dei soldati dell’AIM che hanno assistito alla scena, i più coraggiosi indubbiamente, si avvicinano con cautela alle macerie, quando da esse cominciano ad arrivare alcuni crepiti. Un istante dopo, She Hulk è di nuovo in piedi tra i pezzi d’intonaco. Nonostante la polvere le copra quasi tutto il viso, gli occhi smeraldini che puntano i soldati con sguardo furente sono ben visibili.

“Allora… altri coraggiosi?”

Tutti i soldati AIM davanti a lei lasciano cadere le armi a terra in segno di resa.

 

 STARFOX: ambasciatore della colonia degli Eterni di Titano, il giovane e bellissimo Eros ha più volte prestato fede alla sua fama di avventuriero combattendo disinteressatamente in nome dell’Amore universale, concetto che il suo nome stesso incarna. Grazie ad una forza sovraumana, alla capacità di volare e al potere di stimolare telepaticamente i centri del piacere altrui è stato più volte un valido aiuto per i Vendicatori contro nemici del calibro di Thanos. L’ultima volta che ha collaborato con il gruppo è stato durante la guerra interplanetaria ribattezzata Guerra dei Mondi, durante la quale ha difeso valorosamente la Terra e su cui in seguito è rimasto in qualità di ambasciatore titaniano. Le sue caratteristiche fisiche, unite ad un certo ascendente sul sesso femminile, ne faranno sicuramente uno dei membri più in vista del gruppo.

 

“Inusuale come primo appuntamento, vero?”

Lorna Dane, alias Polaris, guarda con aria di sufficienza Starfox, che sta levitando disteso sul fianco accanto a lei. Non lo degna nemmeno di una risposta. Anzi, scatena tutti i suoi poteri magnetici per disarmare i soldati che le si sono radunati attorno. Poi, senza guardare Eros, vola via verso nuovi avversari. Starfox emette un lieve sospiro, quindi le va dietro, raggiungendola appena in tempo per colpire un soldato che le stava sparando alle spalle.

“Ti ho salvato la vita, mia damigella, questo non vale almeno un premio?”

Polaris alza gli occhi al cielo esasperata, poi rimanendo concentrata sulla lotta risponde con voce dura:

“Dovresti combattere di più e parlare meno”

“Ah!” esclama Starfox “Eros è nato per l’amore, non per la guerra! Ma se proprio insisti…” e portando le mani alla testa comincia a concentrarsi. Dopo qualche secondo smette ogni tentativo e guardandosi perplesso attorno dice: “Uhm… non funziona. Devono essere quei caschi a proteggerli dai miei poteri mentali… Lorna, saresti così gentile…”

I grossi caschi gialli dei soldati dell’AIM dei dintorni girano su se stessi una volta, poi con uno strattone volano via. Polaris guarda fisso negli occhi Eros, poi: “…e mi chiamo Polaris, in missione…”

Quindi vola via, lasciando dietro di sé uno Starfox che la insegue con uno sguardo sognante.

“Adorabile, assolutamente adorabile…” e quindi, rivolto ai soldati privi di casco che lo circondano “E ora veniamo a noi…”

Cinque minuti dopo.

Il D-Man ha appena sconfitto l’ennesimo soldato, quando girandosi verso la zona di Eros rimane di sasso di fronte alla visione che gli si para innanzi.

“Starfox…?” chiama preoccupato senza distogliere lo sguardo da essa. Il titaniano gli vola subito accanto.

“Dimmi, mio prode compagno d’avventura!”

“Cosa… cosa stanno facendo?!”

“Loro? Credo che stiano scoprendo le gioie del sesso libero… Bello, vero?”

 

POLARIS: splendida mutante dalla chioma verde e dai grandissimi poteri, la signora del magnetismo che risponde al nome di Lorna Dane è stata più volte un ottimo agente del governo statunitense, prima come membro fisso del gruppo governativo mutante chiamato X Factor e poi, in seguito al colpo di stato a Genosha da parte del gene-terrorista Magneto, come ambasciatrice americana sull’isola. Dopo gli ultimi traumatici eventi ha accettato di mettere ancora una volta i suoi incredibili poteri, paragonabili per forza ed intensità a quelli di Magneto stesso, al servizio dello zio Sam. E’ probabilmente il membro più potente della squadra.

 

Una splendida ragazza dai lunghi capelli e dal costume verde si erge maestosa al centro del padiglione, emanando smeraldine scariche magnetiche che ne raggiungono ogni anfratto.

“Polaris!” urla Giant Man “Pensa ai droidi volan…”

Prima che possa finire la frase la ragazza vi è volata contro e con un concerto di rumori li ha ridotti ai componenti basilari.

“Polaris!” esclama il D-Man “Attenta alle tue spal…”

I proiettili dei soldati dell’AIM fanno marcia indietro e tornano al mittente, colpendo i cecchini in punti più o meno non vitali.

“Polaris!” grida She Hulk “Sistema I carrarma…”

KLANG SPTUNG SFASCH!!!!

“Polaris!” la avverte Fulmine Vivente “Quei missili sono diretti verso di t…”

SBAAM FIUUUU KRAKABOOOM!!!!

“Polaris!” afferma Starfox “Sei bellissima!”

La splendida ragazza dai lunghi capelli e dal costume verde adesso si trova seduta a gambe incrociate su un gigantesco cumulo di macerie metalliche, tra le quali qua e là si muovono alcuni soldati semisvenuti dell’AIM, mentre da lassù lei si controlla le unghia indifferente.

 

D-MAN: famosissimo lottatore di wrestling amato da grandi e piccini, Dennis Dunphy poteva contare solo sulla sua incredibile forza e tattica per sconfiggere i suoi avversari. Questo finché non scoprì il losco giro di droga e anabolizzanti alimentato dall’associazione a cui era affiliato, la Power Broker Inc. Dopo una breve indagine assieme a Mrs. Marvel e Capitan America, riuscì a venire a capo della faccenda e ad incriminare l’azienda. Fu lì che cominciò la sua collaborazione con Capitan America, che più tardi gli fruttò anche un posto d’onore tra i Vendicatori. Sebbene non abbia reali superpoteri, Dunphy è il perfetto esempio di come si possano sviluppare le potenzialità di un semplice uomo tanto da permettergli di non sfigurare a confronto con gli altri eroi del team. Dal momento che costituisce il punto di vista umano della squadra, si potrebbe dire che il ruolo del D-Man è quello di essere la coscienza dei WCA.

 

Da un lato, una dozzina di agenti AIM armati con i più sofisticati ritrovati tecnologici. Dall'altro, due metri per 128 chili di puro wrestler americano in un costume attillato giallo e rosso.
"Guarda!" esclama uno degli agenti, "C'è anche Devil!" "No idiota," gli risponde un altro "non vedi che il costume è totalmente diverso? Quello è Wolverine!" "Volete continuare a fare salotto..." interviene il D-Man "...oppure comincerete a comportarvi da bravi criminali e tenterete di uccidermi?" Per tutta risposta nella zona si scatena un concerto di raffiche letali, che il D-Man scansa agilmente piroettando in avanti e crollando su due soldati, che rimangono schiacciati sotto al suo peso.Quindi si rialza e spalanca le braccia nell'aria. Quando le riporta avanti da dietro di esse compaiono altri due agenti, che barcollano per qualche istante prima di cadere al suolo. Ma in quel momento il D-Man si è già abbassato nuovamente per fare uno sgambetto ad un altro soldato, che perde l'equilibrio e finisce proprio tra le braccia dell'eroe. Il D-Man lo porta dietro di sé e poi lo scaraventa in avanti, neutralizzando altri due soldati. A questo punto è preso di mira da due agenti in posizioni opposte. Al D-Man basta saltare all'indietro subito prima che comincino a sparare per fare in modo che si colpiscano a vicenda. Gli ultimi tre lo caricano contemporaneamente. Il primo viene fermato da un potente pugno sul plesso solare, mentre il secondo si prende un forte uppercut sul mento che lo sbalza via. Questo però permette al terzo di colpirlo alla tempia con il calcio del fucile. La testa del D-Man vola all'indietro per qualche centimetro, poi con un movimento circolare del collo ritorna in posizione.
"Non avresti dovuto farlo..." afferma minaccioso, e subito dopo afferra con una mano la canna del fucile che il soldato gli ha puntato contro e la piega. Quindi blocca l'agente in una presa di wrestling con una mano, mentre con l'altra comincia a martellare la sua testa con un pugno.
"Hey D," dice il Fulmine Vivente, combattendo contro alcuni mandroidi in quei paraggi "tutto bene?" "Io sì," risponde il D-Man con un largo sorriso mentre continua a picchiare quel soldato "e tu? Non ti vedo troppo entusiasta..."
"Beh io credevo di aver dato un taglio alla vita da supereroe quando ho deciso di iscrivermi all'università. Non capisco perché siano venuti a chiamarmi..."
"Ehi Fulmine," dice il D-Man con in sottofondo il TUM TUM del suo pugno contro il cranio dell'agente "ti hanno chiamato perché hanno visto il potenziale che avevi e sapevano che saresti stato un ottimo membro del grup... Alle spalle!"
Fulmine Vivente si gira immediatamente e le sue mani si tramutano in due grosse scariche di energia elettrica, che neutralizzano i mandroidi che lo stavano per attaccare.
"Qual è il problema quindi?" chiede il D-Man superando il TUM TUM ancora costante.
"Ecco... è che mi sento un po' a disagio in mezzo a tutti questi eroi esperti e rispettati. Ho paura di deludere le loro aspettative."
"Non ti preoccupare," TUM TUM TUM "andrai benissimo!"
"Grazie." risponde il Fulmine con un accenno di sorriso nella bocca, poi: "Non ti sembra di averlo massacrato già abbastanza?"
"Eh?" esclama il D-Man, come se fosse cascato dalle nuvole. Poi porta lo sguardo al viso del soldato AIM che ancora sta picchiando e dice: "Ah, già, non me ne ero accorto!"

FULMINE VIVENTE: cresciuto nella setta sovversiva chiamata Legione del Fulmine Vivente, il giovane ispanico Miguel Santos perse tutto a causa dell’intervento di Hulk, che in uno dei suoi raptus omicida rase al suolo la base. Andato poi alla ricerca dei macchinari della Setta per riattivarli ed usarli a fin di bene, a causa di un incidente fu trasformato in un essere di pura energia elettrica. Fu grazie ad un costume ideato dal criminale Dottor Demonicus che riottenne la forma umana, ma al prezzo della propria libertà. Nonostante fosse diventato il primo sicario del criminale però Miguel decise alla prima occasione di tradirlo ed allearsi con i Vendicatori, a cui subito dopo fu invitato ad unirsi e con cui rimase per lungo tempo prima di lasciarli per dedicarsi a tempo pieno al corso di laurea in Fisica all’università di Los Angeles. Adesso però ha capito che un potenziale come il suo non deve andare sprecato, e per questo motivo si è unito ai WCA. Nonostante la sua giovane età Miguel si è già più volte dimostrato un vero eroe e grazie alle sue capacità sia umane che superumane che è considerato il membro più promettente del gruppo.

Tra la folla di soldati dell'AIM si distingue qualcosa. Non è qualcosa di ben definito, conserva vagamente delle sembianze umane e cambia costantemente forma. L'unica cosa certa che si sa di questa cosa è che appare come un'onda di energia elettrica, che tramortisce soldati e macchinari semplicemente toccandoli. Finalmente si ferma in un punto, e riassume le sembianze umane di Miguel Santos, ovvero Fulmine Vivente.
"Tu! Ti ucciderò!!" esclama un agente dell'AIM con gli occhi fuori dalle orbite, evidentemente sotto l'effetto di qualche droga sperimentale, mentre salta su di lui brandendo un affilato coltello in mano. A Miguel basta tramutarsi in un essere di energia per fare in modo che il soldato gli passi attraverso, e collassi sotto l'effetto di una scarica elettrica concentrata. Quindi è la volta di un mandroide che gli compare innanzi all'improvviso. In pieno panico il ragazzo riesce solo ad emettere una fortissima scarica di energia dalle mani, che fa volare l'automa fino a farlo sbattere contro alcuni tubi sul soffitto, da cui comincia a cadere copiosa dell'acqua. In breve, tutta la sala è allagata. Nello stesso tempo, da ogni parte spuntano sempre nuovi agenti, che caricano tutti su Miguel, il quale alla fine grida esasperato:
"E va bene, l'avete voluto voi!"
"No, Fulmine,” grida She Hulk “non farlo!”

In un attimo Miguel torna alla sua forma energetica, e l’elettricità propagata dall’acqua si diffonde in tutto il capannone, facendo saltare le centraline elettriche.

Quindi, il buio.

Quando si attivano i generatori di emergenza la situazione è nettamente opposta. Dappertutto giacciono i corpi svenuti dei soldati AIM, a cui di tanto in tanto si uniscono mandroidi e macchinari vari percorsi da qualche occasionale scarica elettrica. In alto levitano Starfox e Polaris, il cui campo magnetico verde blocca a mezz’aria un D-Man che si sta ancora chiedendo che fine abbia fatto il tizio che stava picchiando. She Hulk è in piedi, le gambe a mollo nell’acqua fino alle caviglie, illesa. Giant Man è a terra nella sua forma titanica, e si sta rialzando proprio adesso massaggiandosi le tempie. Al centro della sala invece un Fulmine Vivente mortalmente imbarazzato sta osservando i frutti del proprio operato.

“Beh…” afferma Giant Man guardandosi attorno “...speriamo almeno di non aver fatto danni permanenti…”

 

Insomma ognuno di loro è un valido eroe, ed ognuno di loro vi saprà aiutare e proteggere nel momento del bisogno. Da oggi in poi la frase “Vendicatori uniti!” non sarà solo un pretesto per combattere improbabili criminali nello spazio più remoto. Da oggi ci saranno i WCA a vegliare sui cittadini americani che sentono davvero l’esigenza di essere salvaguardati non solo da minacce superumane, ma anche dagli imprevisti della vita.

 

Fuori.

Attorno ai sei supereroi si è accalcata una marea di giornalisti, tutti con i riflettori ed i microfoni puntati su di loro.

“Aaron Stevenson, NBC.” dice un uomo sui trentacinque anni, in giacca e cravatta e con uno sguardo ambizioso negli occhi “Com’è andata l’operazione di neutralizzazione della base AIM?”

“Beh…” risponde Giant Man “Non si può certo dire che sia stata…”

“...difficile!” lo interrompe un giovanotto sui venticinque anni, vestito con un completo nero all’ultima moda senza cravatta e con dei grossi occhiali scuri a specchio che sovrastano un sorriso da squalo “Non poteva essere altrimenti visti i grossi calibri di cui il gruppo è composto. Entrare in una base AIM e renderla inefficace è qualcosa che potrebbero fare anche ad occhi chiusi!”

“Scusi… lei è?” chiede il giornalista.

“Ethan J. Quinn, consulente d’immagine e manager personale dei WCA.”

“Mi permetta, signor Quinn,” interviene un uomo magro e quasi calvo, con delle spesse lenti trasparenti che quasi impediscono di vederne gli occhi “ma se il governo conosceva già da tempo l’ubicazione di questa base perché ha dovuto aspettare per intervenire e soprattutto perché ha deciso di fare uso dei WCA?”

“Hey bello,” esclama il D-Man “il governo non usa nessu…!” ma viene prontamente zittito da Ethan Quinn, il quale subito dopo risponde:

“Le sue informazioni sono sbagliate, signor…?”

“Finn, Marius Finn.”

“Signor Finn, è stato grazie all’azione congiunta di governo e WCA che questa base è stata scoperta, e il loro intervento ha contribuito a rendere l’operazione più tempestiva ed efficace possibile, cosa che si è verificata.”

Abbiamo davvero collaborato anche noi per trovare questo posto…?” chiede a bassissima voce She Hulk a Giant Man, il quale ha solo il tempo di scuotere la testa in senso negativo prima che Ethan annunci:

“Un’ultima domanda!”

Tra la folla dei giornalisti si fa largo, quasi a spintoni, un’appariscente ed imponente ragazza (?) di colore, dagli alti zigomi e dalle labbra pronunciate, che quasi urla:

“Sasha, MTV News! Sono impegnati i WCA per questo weekend? Mi riferisco soprattutto a Giant Man e a Starfox!”

Una leggera risata attraversa la folla, poi Ethan risponde con un sorrisetto:

“Li attendono missioni molto meno pericolose che un fine settimana in sua compagnia, signorina.” un’altra risata si fa strada tra i giornalisti, poi Ethan continua: “Scherzi a parte, la loro scaletta d’impegni è stracolma. Venerdì per esempio si recheranno a Dallas per radere al suolo un paio di palazzi resi pericolanti dall’attacco dei marziani. La sera poi saranno ospiti al David Letterman Show per discutere dell’attività metaumana del Paese. Sabato mattina invece presenzieranno alla cerimonia di apertura di un ospedale per bambini soggetti a sindrome di Down, mentre per tutto il pomeriggio si occuperanno della costruzione di un impianto idrico in Texas. Domenica si potranno finalmente riposare, a meno che l’impianto di monitoraggio non rilevi un pericolo imminente per cui è richiesta la loro presenza. In quel caso dovranno prontamente intervenire. E ora se volete scusarli,” aggiunge avvicinandosi al Quinjet al suo fianco “hanno ancora molte missioni oggi e non c’è proprio tempo per altro. Arrivederci!”

Quindi, nonostante le proteste dei giornalisti, sale sul Quinjet assieme agli altri sei, che non lo guardano proprio benissimo. Poi l’aeronave comincia ad emettere fumo e con un getto potente decolla, lasciando tutti gli altri lì.

 

Quindi siate tranquilli, americani, da oggi c’è un motivo in più per uscire tranquilli di casa. Da oggi a vegliare su di voi saranno i WCA: la forza del domani!

 

Arrivato finalmente a fine articolo, un forte rumore spinge John Rifle, il più medio dei cittadini americani, a guardare in cielo. Immediatamente dopo su di lui schizza a tutta velocità un aereo sulla cui fiancata spicca il logo dei WCA. John resta a guardarlo allontanarsi nell’aria, poi porta lo sguardo al volantino che ha in mano. Quindi con tutta la tranquillità del mondo si avvicina ad un cestino della spazzatura, e ve lo getta dentro.

 

FINE

 

Note:

No, cacchio, ve le scordate! E’ già tanto che abbia fatto un lavoro immane per poter descrivere le origini di ogni singolo personaggio, e non vi crediate che ora vi vado pure a cercare dove le potete ritrovare! Fate voi uno sforzo, se proprio ci tenete!!

 

Note dell’autore:

E alla fine ce l’ho fatta! Sapete, dopo l’abbandono di Ermanno (torna, ti prego torna!!) per un periodo avevo deciso di lasciar perdere la serie. Quando però la settimana scorsa ho ritrovato un file in cui E. aveva appuntato tutte le idee per la serie mi è sembrato davvero un peccato non usarle. Troppo belle per essere abbandonate! Quindi ecco qui questo numero, che urge subito due precisazioni. Innanzitutto, voi maniaci della continuity, dovete considerare che l’opuscolo che spiega le origini dei personaggi è frutto degli uffici di Pubbliche Relazioni del governo, e quindi queste potrebbero non essere proprio esattissime o del tutto veritiere. In secondo luogo questo è un episodio abbastanza slegato dalla serie. E’ situato sicuramente dopo il numero 1, ma prima del numero 4 (ovvero della seconda storyline), in cui un nuovo, potente personaggio farà capolino (indovinate chi?). Questo numero serve soltanto a fornire la nostra (mia e di E.) visione dei personaggi e il modo in cui intenderò svilupparli in futuro. Cominciate a tremare…

Per commenti, suggerimenti o insulti l’indirizzo e-mail è: gambittolo@hotmail.com